{"id":20685,"date":"2025-08-28T08:00:56","date_gmt":"2025-08-28T07:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/myalterego.it\/ae\/?p=20685"},"modified":"2025-09-10T06:20:00","modified_gmt":"2025-09-10T05:20:00","slug":"costruiamo-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/myalterego.it\/ae\/costruiamo-il-futuro\/","title":{"rendered":"Costruiamo il futuro"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"20685\" class=\"elementor elementor-20685\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-29b84b32 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"29b84b32\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1f409578\" data-id=\"1f409578\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2b0fad88 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2b0fad88\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Ogni studente dedica a scuola e studio migliaia di ore. Considerando i milioni di giovani del nostro Paese, si arriva a cifre altissime: miliardi di ore, nella fase fondamentale di formazione della vita delle nuove generazioni e dei cittadini di domani. Per questo riuscire a comunicare il senso profondo dello studio diventa \u201cla\u201d sfida fondamentale di ogni insegnante. E la vera rivoluzione della societ\u00e0 in generale.<\/p>\n<h2><strong>Il cambiamento: la premessa indispensabile per comprendere il <em>Lifelong Learning<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Tutte le persone che nella loro vita hanno avuto a che fare con la scuola dovrebbero avere una \u201d<i>idea<\/i>\u201d di scuola.\u00a0 Una \u201c<i>scuola ideale<\/i>\u201d, che ogni giorno si confronti con la \u201c<em>scuola reale<\/em>\u201d, quella in cui ci si trova a lavorare, insieme al personale ATA, segretarie, docenti, studenti e famiglie. Ognuno dovrebbe avere \u201cin testa\u201d una propria organizzazione ideale di scuola, con tempi, strutture, programmi e didattiche; una proposta di scuola, che\u00a0 meglio si potrebbe definire <i>\u201c\u2026la mia riforma<\/i>\u201d. Ed ecco, in estrema sintesi, i punti che definiscono &#8220;<em>la mia proposta di riforma<\/em>&#8220;.<\/p>\n<h2>Svago, studio, lavoro&#8230; una idea di scuola<\/h2>\n<div>Nelle societ\u00e0 moderne la quasi totalit\u00e0 delle scuole sono centrate su alcuni cardini: l\u2019apprendimento cognitivo, lo studio mnemonico, l\u2019interrogazione-interrogatorio. \u00c8 cos\u00ec che la scuola \u00e8 un divenuta un \u201c<i>obbligo<\/i>\u201d da \u201c<i>sopportare<\/i>\u201d. La scuola, che non dovrebbe andare mai oltre un tempo della durata di 24 ore settimanali, dovrebbe \u2013 invece &#8211; essere una giusta miscela di piacere, impegno e competenze. Io identifico queste tre componenti ne:<\/div>\n<ul>\n<li><b>lo svago<\/b> (strumento ideale per apprendere le regole e per maturare nelle relazioni sociali)<\/li>\n<li><b>lo studio<\/b> nelle sue componenti fondamentali dello scrivere-leggere-far di conto (le componenti culturali della simbolizzazione e della comunicazione)<\/li>\n<li><b>il lavoro<\/b> (per educare il corpo all\u2019uso di tutti i sensi e per imparare a vivere nel mondo con responsabilit\u00e0). Tutti i giorni c\u2019\u00e8 da spazzare, pulire, preparare le merende o il pranzo, fare acquisti, accudire il cortile, coltivare l\u2019orto scolastico\u2026. Perch\u00e9 non farlo con gli studenti stessi<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il tempo scolastico dovrebbe essere quindi suddiviso in tre parti, un terzo da dedicare al gioco, un terzo allo studio, un terzo ai lavori manuali.<\/p>\n<h2>Unitariet\u00e0 dei saperi e dei tempi<\/h2>\n<p>Va da s\u00e9 che un\u2019organizzazione di 24 ore, suddivise in 8 ore di svago, 8 ore di studio e 8 ore di lavoro, non pu\u00f2 avere una suddivisione in orari rigidi, n\u00e9 una parcellizzazione del sapere in innumerevoli discipline con relativi programmi definiti nei minimi dettagli. Stiamo parlando di una scuola di base, per un\u2019alfabetizzazione e una istruzione che fino a poco tempo fa si definiva dell\u2019\u201d<i>obbligo<\/i>\u201d. Una scuola che tutti i professori e i maestri d\u2019Italia, con la loro preparazione e competenza, dovrebbero\/potrebbero svolgere in maniera indistinta.\u00a0\u00c8 chiaro che qui pu\u00f2 essere di grande aiuto quella ricerca fatta negli anni scorsi e che aveva portato a cercare di definire quali erano i <i>\u201csaperi minimi, di base, quelli essenziali\u201d.\u00a0<\/i>E poi bisogna pensare a nuove strategie o modalit\u00e0 didattiche. La scuola italiana, ad esempio, ha dimostrato di fallire per quanto riguarda le lingue straniere, la musica o la pittura. Non ci vuol molto a capire che queste discipline \u201c<i>vanno sperimentate sul campo<\/i>\u201d e non apprese cognitivamente. \u201c<i>Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara\u201d.<\/i><\/p>\n<h2>20 il numero massimo di studenti per classe<\/h2>\n<p>Classi di 25 \u2013 30 allievi: \u00e8 praticamente impossibile la gestione della didattica quotidiana! Una classe ideale va dai 16 ai 20 studenti. Un numero ragionevole per favorire relazioni, per permettere il lavoro a piccoli gruppi, per dare spazio alle personalit\u00e0 di ciascun allievo. In meno, con meno ore, si fa di pi\u00f9; provato personalmente! E poi, in queste condizioni, emergono le opportunit\u00e0 di sperimentare la funzione del tutor, o meglio del \u201c<i>prendersi cura<\/i>\u201d: il pi\u00f9 grande che aiuta il pi\u00f9 piccolo. Non sarebbe questo il vero modo per \u201c<i>verificare gli apprendimenti<\/i>\u201d, per mettere alla prova le competenze e le padronanze, in campo sociale e cognitivo.<\/p>\n<h2><strong>Gli insegnanti, il loro orario e la giusta retribuzione<\/strong><\/h2>\n<p>Preparare i materiali per le lezioni, correggere i compiti, aggiornarsi, documentare il lavoro didattico, redigere progetti, mantenere contatti\u2026 Eppure l\u2019opinione pubblica \u00e8 convinta che maestri e professori lavorino 22 o 18 ore alla settimana. L\u2019orario settimanale (da svolgere nelle quasi totalit\u00e0 a scuola) dovrebbe essere di 36 ore la settimana, da suddividere in 18 di insegnamento e 18 di tutto il resto. E con questo orario dovrebbero essere eliminate due grosse problematiche della scuola: le sostituzioni per supplenze (che a questo punto dovrebbero essere praticamente tutte interne) e tutta la questione del cosiddetto \u201c<i>fondo di istituto<\/i>\u201d che serve per le cosiddette ore aggiuntive.<\/p>\n<h2>In conclusione<\/h2>\n<p>Una scuola cos\u00ec concepita \u00e8 una scuola che non pu\u00f2 che avere insegnanti molto motivati. Quelli che sia\u00a0<b>Edgar Morin<\/b>\u00a0che\u00a0<b>Don Milani<\/b>\u00a0definiscono \u201c<i>insegnanti per missione<\/i>\u201d. E un buon insegnante, consapevole di non essere onnipotente, sa \u2013 in quella determinata condizione &#8211; anche da chi farsi aiutare, senza per questo abdicare ad altri il proprio ruolo\u2026 che \u00e8 sempre, anche senza volerlo, sia istruttivo che educativo. Forse dovremmo anche noi farci aiutare da chi la scuola l\u2019ha fatta anche \u201c<i>pensandola<\/i>\u201d, a figure come Alberto Manzi, Maria Maltoni, al maestro Mario Lodi, a Don Milani.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni studente dedica a scuola e studio migliaia di ore. 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